Giornata mondiale contro la violenza sulla donna

Oggi ricorre la giornata mondiale contro la violenza sulla donna

La scelta del 25  novembre,  come data internazionale della lotta contro la violenza  sulla donna nacque da un accordo  delle partecipanti all’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi  –  Bogotà 1981-, quando accettarono il sollecito della delegazione della Repubblica Dominicana che proponeva di rendere omaggio alle sorelle Mirabal, tre dissidenti politiche della Repubblica Dominicana, brutalmente assassinate nel 1960 per ordine del dittatore Trujillo.

Con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 25 novembre Giornata Mondiale per l’Eliminazione delle Violenza sulle Donne, invitando governi, organizzazioni internazionali e ONG ad organizzare attività ed eventi per accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica su questo tema.

Una donna su tre è vittima di violenza. A tal proposito vorrei portarvi -attraverso alcune mie considerazioni – alla riflessione.

Purtroppo nello specifico incide molto l’ideologia socio culturale. Negli anni la società – influenzata in gran parte dell’ideologia religiosa-  ha imposto un’idea di quella che doveva essere la donna, limitandone cosi la personalità, l’individualità e cosa più rilevante  ne ha messo  rischio l’incolumità.

L’ultima volta che sono stata a un matrimonio (agosto 2012), una frase pronunciata dal parroco mi ha colpita parecchio:

 “É un dono del Signore una donna silenziosa, non c’è compenso per una donna educata.”

(Dal libro del Siràcide (Sir 26,1-16).

Il silenzio non deve essere spacciato per educazione. Com’è avvenuto nel corso dei secoli; silenzio, vergogna  e pudore non sono sinonimo di buona educazione, anzi, sono stati lo strumento, utilizzato dalla società, per far leva sulle debolezze delle donne ,cosi da sottometterle.

Nel corso dei secoli, invece di essere una compagna di vita, la donna è stata considerata una merce di nessun valore, una proprietà dell’uomo.

Anche in Italia, nonostante gli indubbi progressi registrati, c’è ancora parecchia strada da fare prima che la sopraffazione sia un ricordo e che la cultura possa essere depurata dal concetto della donna oggetto da possedere e controllare a piacimento.

I “delitti passionali” non sono altro che manifestazioni della “volontà padrona”.

Il silenzio UCCIDE.

Abbiamo a disposizione un’arma che è più potente di una spada : “LA PAROLA”…..usiamola…….Abbiamo uno scudo che ci protegge da eventuali colpi sulla nostra persona: “LA DENUNCIA”……..

Questo è un’invito rivolto a tutte le donne vittime di violenza: impugnate la spada e alzate lo scudo….tutte le battaglie sono nate per essere combattute.

Rosa Maria

                                                                                Immagine                                   

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